Ultima modifica: 3 Ottobre 2020

D.S.A.

 

Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

 

La legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce:

  • la dislessia (disturbo nell’imparare a leggere)
  • la disgrafia (disturbo nell’imparare a scrivere)
  • la disortografia (disturbo nell’utilizzare il codice linguistico)
  • la discalculia (disturbo nel calcolo matematico)

“quali disturbi specifici di apprendimento che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana” (comma 1, art.1).

Tali disturbi possono coesistere in una stessa persona, in questo caso si parla di comorbilità. Può esistere anche comorbilità tra i disturbi specifici dell’apprendimento e altri disturbi di sviluppo, quali disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria e disturbi dell’attenzione, e tra i disturbi specifici dell’apprendimento e i disturbi emotivi e del comportamento.

Per gli alunni che presentano DSA, non accompagnati da disabilità, non è prevista la figura dell’insegnante di sostegno ma gli insegnanti di classe forniscono strumenti compensativi e misure dispensative (legge 170/2010).

La legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo. I Disturbi Specifici di Apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica.

Sono coinvolte in tali disturbi: l’abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base dell’abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo). Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati.

Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell’ambito scolastico.

Il PDP – Piano Didattico Personalizzato-
È chiamato in questo modo il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari ma non riconducibili alla disabilità (in caso di disabilità, come è noto, il documento di programmazione si chiama PEI, Piano Didattico Individualizzato, ben diverso per contenuti e modalità di definizione). Per gli alunni con DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento, un documento di programmazione personalizzato (il PDP, appunto) è di fatto obbligatorio; contenuti minimi sono indicati nelle Linee Guida del 2011, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico).

La scuola può elaborare un documento di programmazione di questo tipo per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali qualora lo ritenga necessario. Per gli alunni con DSA, il consiglio di classe predispone il Piano Didattico Personalizzato, nelle forme ritenute più idonee e nei tempi che non superino il primo trimestre scolastico, articolato per le discipline coinvolte nel disturbo, che dovrà contenere:

  • Dati anagrafici
  • Tipologia del disturbo
  • Attività didattiche individualizzate
  • Attività didattiche personalizzate
  • Strumenti compensativi
  • Misure dispensative
  • Forme di verifica e valutazione personalizzata

Cosa sono gli strumenti compensativi per gli alunni con DSA?
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo:

  1. la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  2. il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
  3. i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
  4. la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
  5. altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc.

Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti – anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto – avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA.

Quali sono le misure dispensative per gli alunni con DSA?
Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura. Rientrano tra le misure dispensative altresì le interrogazioni programmate, l’uso del vocabolario, poter svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto o tempi più lunghi per le verifiche. L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.

 

Nella fase iniziale dell’anno scolastico, tutti i docenti sono impegnati nell’elaborazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PDP (Piano Didattico Personalizzato).

Il PEI viene redatto per alunni con disabilità (certificata ex L. 104/92) mentre per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento è d’obbligo il PDP.

La Direttiva sui BES del 27/12/2012 e la  C.M. 8/2013  posero l’attenzione su tutti quegli studenti non tutelati dalla legge 104/92  e dalla legge 170/210  (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, riconoscendo la dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia quali disturbi specifici di apprendimento) che, pur non avendo certificazioni cliniche, mostravano comunque un svantaggio, talvolta temporaneo, socio-culturale, economico e sociale tale da avere ripercussione sugli apprendimenti.

Per questi ultimi la stesura del PDP, e di conseguenza la sua approvazione, è demandata al consiglio di classe in accordo con la famiglia.  Le Linee guida per il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA (D.M. n.5669/2011) indicarono i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata attraverso strumenti compensativi e misure dispensative. Il successivo D.lgs. 96/19, integrativo e correttivo del D. Lgs. 66/17 (Riforma Inclusione e Sostegno) ha rimarcato l’importanza delle azioni organizzative e delle strategie didattiche per l’accoglienza di alunni con Bisogni Educativi Speciali, al fine di favorire l’inclusione attraverso le fasi dell’accoglienza, attività di facilitazione, misure dispensative e strumenti compensativi, figure e compiti dentro e fuori dall’Istituto.

 


Materiali:

Legge 170

Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento

PDP-DSA-guida

Modello_pdp

Schema PEI e PDP

Scheda n. 2 – Osservazione alunni

Scheda n. 3 – Rilevazione alunni